La Battaglia è Social, e le Aziende?

Posted on 26 Giu 2012

Si è capito ormai da tempo che la battaglia per il dominio web si è spostata sul terreno dei Social Network, e le aziende sono veri e propri punti strategici da conquistare a suon di prodotti e servizi mirati

Si è chiuso ufficialmente questa notte un accordo che ha visto l’acquisto di Yammer, Social Network dedicato alle aziende, da parte di Microsoft, un’altra mossa strategica per accaparrarsi fette di mercato (o briciole in alcuni casi) più o meno abbondanti.

I principali protagonisti, in senso stretto, sono Facebook e, anche se ancora decisamente staccato, Google Plus. Linkedin resta una rete dedicata ai professionisti e Twitter si definisce un Information Network, con i pro e i contro del caso

Al di là di queste distinzioni certamente caratterizzanti ma non strettamente identificative, considerato che i confini non sono mai così netti come si vuol far credere, passiamo brevemente in rassegna questi Social Media e vediamone le prospettive attuali e future per le aziende.

Facebook

Ecco il Social Network per eccellenza. Alla soglia del miliardo di utenti Facebook, pur con tutte le difficoltà dell’ultimo periodo, vanta oggi una certa sicurezza data da base utenti e tempo di permanenza sulle sue pagine, nettamente superiore rispetto a tutti gli altri canali social.

Le pagine aziendali funzionano se usate con criterio e pianificazione, se inserite in pratica all’interno di una strategia globale di comunicazione da parte di un Brand. Certo è che ultimamente Facebook sembra interessato soprattutto a vendere qualsiasi cosa, costringendo utenti e aziende ad acquistare la promozione delle proprie notizie per garantirne una visibilità allargata alla propria base utenti (in media infatti solo circa il 15/20 % degli utenti collegati alle nostre pagine visualizzano i post della pagina).

Google Plus

Sul nuovo giocattolo Google sta puntando praticamente tutto. Le ultime cifre ufficiali parlano di circa 170 milioni di utenti ad aprile, con una stima di 400 milioni entro la fine anno. La recente uscita degli spot promozionali in TV la dice lunga sulla smania di Big G di esserci e imporsi nel mondo Social.

Chi osserva da vicino la vastissima gamma dei prodotti Google, sia desktop sia mobile, avrà probabilmente notato come tutto si stia integrando a Google Plus: mappe, chat, ricerche locali, a breve anche Youtube rivedrà la sua impostazione grafica in quest’ottica.

Le pagine Brand sono inoltre già strutturate e, pur non possedendo ancora una base utenti vasta quanto quella di Facebook, offrono innumerevoli vantaggi sempre legati alla strettissima correlazione con servizi come gmail, calendar, la condivisione di documenti con Google Drive, le mappe, le ricerche, etc.

A breve poi sarà possibile costruire e gestire eventi anche qui come in Facebook. Il fatto infine che la presenza in Google Plus possa avvantaggiare in qualche modo il posizionamento nelle SERP delle aziende è un altro plus importante da non sottovalutare.

La recente introduzione degli Hanghout anche in modalità live su Youtube ci racconta un’altra storia ancora, esprimendo la volontà di segnare una nuova frontiera per le videoconferenze e gli webinar, anche se si devono risolvere ancora alcuni problemi legati alla qualità dei video trasmessi.

Google, in pratica, sta cercando di instaurare un vero e proprio monopolio in rete, forte di un’offerta strutturata costruita nel tempo e non solo legata alla sua natura iniziale di motore di ricerca.

Twitter

L’Information Network dovrebbe aprirsi a breve alle aziende con profili a loro dedicati, separando in questo modo i profili utenti da quelli pensati per i Brand. Per il resto Twitter si è costruito una propria forte identità che lo allontana leggermente dal campo di battaglia vero e proprio. È più un osservatore esterno che svolge un lavoro quotidiano in autonomia.

Twitter ha la forza dell’immediatezza e della semplicità e un grande punto debole che potrebbe però rivelarsi un’opportunità per persone e aziende. Stiamo parlando della grande mole di informazioni da filtrare ed elaborare, scenario che apre la strada a chi è in grado di verificare le fonti e selezionare quelle davvero autorevoli, o di aggregare i contenuti intorno a un tema (Content Curation), ma questo è un argomento molto vasto che lasciamo a un prossimo post dedicato.

In conclusione i Social Network sono affamati di persone e di aziende e, considerato che (per fortuna) anche le aziende sono fatte da persone, gli attori in scena hanno un bel da fare per proporre soluzioni sempre nuove e attraenti. Vedremo come si evolveranno le cose nelle prossime puntate…

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