Insuccessi e Successi in Rete: Diaspora e Pinterest

Posted on 02 Mag 2012

I Social Network sono, anche, questione di tempismo e fortuna. Successi annunciati possono naufragare in un nulla di fatto, mentre nomi sconosciuti possono improvvisamente esplodere e, quando ci accorgiamo di loro, sono già casi più o meno conclamati

I due esempi estremi in questo senso possono essere Diaspora da un lato e Pinterest dall’altro.

Del primo come “anti Facebook” si parlava copiosamente già nel 2010 e da come si presentava e se ne discuteva sembrava proprio possedere tutte le carte in regola per poter affrontare con discreto successo lo scontro frontale con il social di tutti i social. Ad oggi Diaspora è scomparso dalle discussioni di settore, è ancora in fase di sviluppo e, crediamo, conta tra i suoi iscritti solo qualche appassionato, curioso di comprenderne a fondo le funzionalità.

Di contro Pinterest si è presentato all’opinione pubblica già bello strutturato e popolato. Quasi nessuno si è accorto della sua esistenza sino a quando ormai ne parlavano tutti e ha avuto anche la forza, non comune, di sfondare la barriera degli addetti ai lavori, per arrivare a coinvolgere il grande pubblico pur essendo ancora in fase beta.

Andare ad analizzare le reali cause di insuccesso di Diaspora e di successo di Pinterest è cosa troppo complessa da affrontare in questa sede. Qui ci limiteremo ad alcune osservazioni di carattere generale.

Ma prima di procedere oltre diamo un po’ di numeri

  • Diaspora è stato rilasciato online il 23 novembre 2010
  • Pinterest invece ha fatto il suo ingresso nella rete un poco prima, a marzo 2010
  • Attualmente Diaspora conta in Twitter qualcosa come 41/42 tweet al giorno con hashtag #diaspora (che potrebbe essere anche riferito, giustamente, a ben altro argomento)
  • Pinterest, sempre in Twitter, si aggira intorno ai 3.7 tweet al minuto con il suo proprio hashtag #pinterest
  • In Facebook la fan page di Pinterest ha superato quota 1.855.500 like
  • Diaspora in Facebook conta attualmente circa 52.400 like
  • Per finire in bellezza Pinterest possedeva oltre 4 milioni di utenti a novembre 2011, che sono diventati 11 milioni a gennaio 2012, numeri da capogiro considerato il punto di partenza, la forza del brand e il periodo limitato

Potremmo dilungarci ben oltre in questo elenco di piccole o grandi “differenze” nella diffusione e conoscenza dei due social network. Basterebbe anche solo verificare quante infografiche si trovano attualmente in rete su Pinterest e quante invece su Diaspora (praticamente inesistenti).

Ci rendiamo comunque conto che si tratta di due Social Media imparagonabili, dalle nature e scopi completamente differenti

Il confronto nasce dal fatto che sono nate circa nello stesso periodo ma con destini completamente differenti e, se così vogliamo vederla, contrapposti l’uno all’altro, in una sorta di ribaltamento da una posizione di forza iniziale, più o meno fortunatamente dichiarata.

Sulla carta Dispora di presentava infatti come alternativa a Facebook, un vero e proprio Social Network “puro”, con funzionalità molto differenti e complesse, in poche parole non un Social fortemente focalizzato sulle immagini come è invece Pinterest.

A rigor di logica avrebbe quindi dovuto interessare un numero maggiore di utenti, considerato il suo orientamento esplicito verso il grande pubblico. Ricordiamo inoltre che, a qualche mese dal lancio, già se ne parlava e scriveva molto in rete e non solo. Blog, forum, professionisti e stampa di settore aspettavano con ansia di vederlo e provarlo, anche in virtù delle ottime premesse sull’usabilità e la gestione della privacy degli iscritti, unite al nome altisonante e carico di promesse.

Un po’ come il Titanic invece il nome si è rivelato piuttosto sfortunato. Non vi è stata infatti alcuna Diaspora e oggi Facebook, con le sue innovazioni continue (prima fra tutte l’introduzione della Timeline) si avvia più o meno serenamente verso il traguardo di un milione di utenti

Dall’altro lato di Pinterest si è discusso relativamente poco prima e immediatamente dopo il suo lancio. Il vero rumore è stato fatto a giochi conclusi, quando il sito aveva già un numero di utenti che non si poteva certamente ignorare. Ecco che Davide batte ancora una volta Golia, con la sua semplicità, la sua forte caratterizzazione e il piccolo Pin da apporre alle proprie Boards, di contro alle suggestioni bibliche di improbabili esodi da Facebook.

Tutto questo dimostra almeno un paio di cose interessanti

  • la prima è che alle persone, purtroppo, non importa poi molto della propria privacy. Quello che doveva infatti essere il punto di forza, la luce che avrebbe attirato gli utenti di Diaspora (una maggiore e più intelligente tutela dei propri dati rispetto a Facebook) non ha avuto alcun riflesso sulle coscienze degli utenti, gli stessi che si saranno iscritti a Pinterest con la leggerezza di sempre, ben sfruttata da chi sta dietro i social media. Davvero in pochi avranno letto le condizioni d’uso di Pinterest e men che meno si sarà interessato della sorte delle proprie immagini in rete
  • il secondo dato è che a volte le apparenze ingannano e le previsioni sono da lasciare ai santoni, almeno in questo settore. Il successo di un social media lo fanno sempre e comunque gli utenti, al di là di operazioni finanziarie, strategie di marketing, investimenti e campagne pubblicitarie che si possono attivare a pianificare ad arte. Senza trascurare il fatto che ci troviamo di fronte a un evidente caso di Less is Better

Non stiamo ora a puntualizzare sul fatto che, allo stato attuale dei fatti, anche Pinterest sta subendo una bella tirata di freno a mano rispetto ai trend iniziali. Probabilmente ha già vissuto il suo momento d’oro e, a meno che non sappia e non riesca a rinnovarsi, è verosimilmente destinato a fare la fine di una bella e luminosa meteora.

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