Dallo schiacciante dominio del Tablet all’urgenza di Siti Web Responsive

Posted on 18 Set 2013

I numeri non sono (quasi mai) un’opinione e ci confermano che mancano ancora pochi mesi ma il 2013 si ricorderà senza dubbio come l’anno dei tablet.

Nonostante una flessione rispetto al primo trimestre, nel secondo il numero di unità vendute è stato di circa 50 milioni, cifra che fa registrare ancora un aumento del 60% rispetto allo stesso segmento annuale del 2012. Un lieve calo tra l’altro atteso poiché sintomatico dell’attesa delle novità del mercato autunnale che quindi anticipa l’esplosione di vendite prevista dagli analisti per gli ultimi mesi dell’anno.

A questo dato si affianca il costante calo nelle vendite dei pc, nuovamente del circa 10%.

 

Davvero ci avreste scommesso nel 2010 guardando la presentazione di Steve mentre sulla poltrona di pelle si coccolava il primo iPad e lo definiva “rivoluzionario”? Beh io no, ma avremmo dovuto immaginare che quel geniaccio di Steve non poteva mentirci più di tanto.

E ora davanti a queste cifre inutile fare un balzo sulla nostra di poltrona! Sono numeri che tutti dovrebbero tenere presenti. Soprattutto affiancando altre analisi come l’aumento della navigazione tramite tavoletta che sorpassa, e di molto, il traffico da smartphone (+70%) fino agli accessi agli e-commerce che registrano un 2,2% rispetto all’anno precedente.

Anche in Italia è così? Ovviamente.

Ma perché vi sto riempiendo la testa di dati e vi consiglio di mantenere occhi vigili e orecchie aperte? Per la necessità di battere nuovamente su tema a noi caro, ora quanto mai urgente e necessario: la realizzazione di siti web responsive. Non si può più prescindere, e chi lo fa commette un grave errore. Economico e finanziario. Ma direi pure d’immagine.

Bye bye passività (e da un bel po’ di tempo!): il navigatore è ormai totalmente attivo e sempre più esigente. Diciamolo, si è abituato bene. Ma perché no?

Negli ultimi anni così social, così friendly l’abbiamo convinto che non solo deve partecipare al web ma lo deve proprio”consumare”. L’appetito vien mangiando e ora l’utente vuole “divorare”: ama creare, scrivere, condividere, guardare filmati in ogni dove, informarsi, acquistare…

Gli spazi della scrivania gli vanno stretti. Anzi, la scrivania lo lega al mondo del lavoro, dell’ufficio e non certo del piacere.

Vuole fruire del web in metro, vuole farlo in pausa pranzo, vuole stare comodo sul divano, vuole stare sotto le coperte… e sceglierà il dispositivo più adatto e meno problematico per l’appagamento del suo desiderio. Il tablet, of course.

Presentandogli un sito “tablet-scomodo”, poco navigabile, illeggibile a causa delle dimensioni del testo e col quale è impossibile interagire, lo state privando del “piacere del web surfing”. Quanti secondi pensate rimarrà connesso? Tre. Credete a me, appena capirà che il vostro sito non è ottimizzato per tutti i dispositivi vi abbandonerà in un attimo e andrà alla ricerca di un vostro competitor più efficiente, con tutte le conseguenze economiche e d’immagine che conosciamo.

Volete davvero penalizzarvi così? Immagino di no. Migliorare al massimo l’esperienza dell’utente è un must, restare vigili e rispondere alle sue esigenze e ai suoi comportamenti non è più solo “furbo” ma è fondamentale!

Non vi ho convinto?

Google ci presenta diversi casi di aziende in cui una grande user experience del loro sito adattata ai diversi dispositivi ha aumentato direttamente le conversioni.

Un caso su tutti: quest’estate l’inglese Baines & Ernst con il nuovo sito responsive ha aumentato dell’11% le pagine per visita, la durata media è aumentata del 30% e la frequenza di rimbalzo ha registrato un calo dell’8%, mentre le conversioni sono cresciute addirittura del 51%.

E i vostri siti quanto sono responsive?

Laura

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